Introduzione

Benvenuti filosofi,studenti,artisti e lettori in questo nuovo mondo che ci permette di spaziare con le immagini attraverso la conoscenza della nostra storia. Io sono uno studente di un liceo artistico e mi sto cimentando in un’avventura divulgativa con l’intento di farvi partecipi in prima riga, tra l’ironia del saper parlare e l’importanza del nostro pensiero che si traduce nella nostra esistenza.

Useremo in particolare due discipline fondamentali di questo mondo L’ARTE, lA STORIA e la FILOSOFIA, con rifermenti ad altre materie altrettanto importanti come la scienza e la letteratura dai tampi più lomtani alla realtà di oggi.

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La Filosofia della Regina degli Scacchi

“è un intero mondo di 64 caselle, mi sento sicura lì, posso dominarlo, ed è prevedibile! Quindi se mi faccio male posso incolpare solo me stessa”.

La fortunata serie Netflix, tratta dall’omonimo romanzo di Walter Tevis, mostra le vicende di Elizabet “Beth” Harmon, giovane donna appassionata di scacchi sin da bambina. Nell’ orfanotrofio in cui viene presa, e in cui ci rimarrà per qualche anno, Beth scopre Mr. Shaibel, il custode. Quest’ultimo ha una scacchiera nella sua stanza e Beth si incuriosisce chiedendo a Mr. Shaibel di insegnarle a giocare. Fin qui nulla di strano, giusto? Beh, no. Ai bambini e bambine dell’orfanotrofio ogni mattina venivano date delle pasticche, semplici medicine, tra cui i tranquillanti e sotto consiglio della ragazza più grande all’interno della struttura, Jolene, non ingoia i tranquillanti ma li mette dentro il bicchiere che sta sul suo comodino. la sera, Beth prende la pasticca proietta con la mente la scacchiera sull’soffitto immaginando le varie mosse da fare, usando i tranquillanti a scopo “benefico” (ovvero memorizzare le mosse). Purtroppo ne rimarrà dipendente Quando viene adottata e si trasferisce in città Beth, ancora interessata agli scacchi: infatti con i soldi della paghetta riuscirà a comprarsi una scacchiera e inizierà a leggere Chess Rewiev che tratta di partite o mosse.

Il modo di giocare di Beth assomiglia molto a quella che possiamo chiamare in termini freudiani come un’istinto di violenza, thanatos, modus operandi rimproveratole anche verso la fine della serie, controbilanciata da una preparazione culturale e dello studio dei più grandi maestri di scacchi come José Raúl Capablanca più volte citato dalla stessa Beth, noto scacchista cubano campione mondiale di scacchi dal 1921 al 1927.L’apparente manifesto al femminismo rappresentato dalla protagonista purtroppo non è supportato da fonti storiche evidenti nelle serie riguardo la figura femminile nel mondo degli scacchi; la mancanza di riferimento a giocatrici storiche :Ljudmyla Volodymyrivna Rudenko e Věra Menčíková penalizza la serie sotto questo sotto questo punto di vista, La morte della madre adottiva segna il punto di rottura con la scacchiera segnato da un uso più frequente di fumo e alchool arrivando al punto di isolarsi.

Infine la protagonista potrebbe alludere ai giorni di oggi alla scacchista jutid polgar nata nel 1976 la più giovane scacchista ad entrare nella top 100 giocatori degli scacchi avendo conseguito soltanto all’età di 15 anni il titolo di gran maestro degli schacchi; Inoltre la serie tv potrebbe alludere anche alla conclusione di una guerra fredda finita in un altro arco narrativo a causa della vincita di una donna americana sull’ campione indiscusso sovietico Vassly Borgof.

Articolo scritto in collaborazione con Caput Literaria link : https://caputlitteraria.altervista.org/la-filosofia-della-regina-degli-scacchi/

Thanksgiving Day una Festa Americana

Freedom from want – Norman Rockwell

Anche se, secondo gli storici, la data può essere di qualche anno anticipata rispetto all’arrivo dei padri pellegrini a bordo della Mayflower, nel 1621 abbiamo una delle ricorrenze più incredibili nella storia della condivisione sociale o in quello che oggi nella routine di tutti giorni viviamo: lo stare a tavola tutti insieme in pace (anche se nella maggior parte dei casi spesso non è così). La straordinarietà di questa celebrazione non è il tacchino seppure delizioso (poi ci torniamo più tardi sul tacchino) e neppure tutte le altre prelibatezze che compaiono sulla tavola sia di ricchi sia di poveri, il giorno del ringraziamento è un giorno di solidarietà e di ringraziamento nei confronti di chi ha potuto permettere ai padri pellegrini di insediarsi pacificamente (per un primo periodo) e dare vita a una nazione piena oggi di grandi contradizioni: l’America. La tribù locale indiana i Wampanoag infatti accolse pacificamente i padri pellegrini che a loro volta li ringraziarono invitandoli a pranzo in segno di pace tra i due popoli (una pace che sarebbe durata 50 anni). La festa venne ripetuta da George Washington in segno di ringraziamento per la fine della guerra d’indipendenza e trovò la sua consacrazione con Abramo Lincoln l’ultimo giovedì di novembre nel 1863. La storia vuole che dal giorno successivo al ringraziamento a seguito degli sconti praticati dai negozianti per incentivare le spese in concomitanza con l’inizio del periodo consumistico natalizio, intorno agli anni 60° i registri dei contabili finissero molto spesso l’inchiostro nero perché all’epoca i registri contabili dovevano essere compilati con una penna nera, da qui il nome black Friday.

citazione del quadro di Rockwell nella serie tv modern family

Siamo arrivati alla portata di contorno di questo articolo ovvero il tacchino emblema di questa festa American Made. Ma se vi siete illusi di volerne la ricetta allora avete fatto bene perchè parleremo del giorno dei genocidi di massa dei poveri tacchini che ricevono lo stesso trattamento che ricevetterò gli indiani d’america, entrambi nel 1621 sedevano al tavolo e sul tavolo con loro a festeggiare il giorno del ringraziamento. I tacchini come gli indiani d’america sono stati privati della loro volontà di non essere i prossimi a finire sulla tavola o a morire e nello stesso caso entrambi i protagonisti di questa tradizione sono costretti a vivere in luoghi recintati lontani dall’inclusione, il tacchino nella natura e gli ultimi indiani d’america nella società di oggi. Inoltre gli allevamenti intesivi di tacchini contribuiscono all’inquinamento atmosferico e soltanto in italia sono stimati 25.5 milioni allevamenti intesivi di tacchini. Infine non possiamo non citare il grande film di anmimazione tacchini in fuga del 2013, che narra la vicenda di un viaggio del tempo fino a scombussolare il continuo spazio-tempo per cambiare il giorno del ringraziamento trailer subito dopo la fine dell’articolo.

Fantasy sogno o realtà ?

Nella storia della scrittura umana uno dei generi più belli che si annovera tra gli scrittori più famosi è il Fantasy. Oggi analizzerò in particolare il mio scrittore preferito J.J.R. Tolkien colpevole di essere stato nella sua vita una delle persone più incredibili sia come scrittore sia come essere umano.

Il mondo che lui ha creato toglie, secondo me, una piccola ma giusta parte all’apparente splendore di quello in cui viviamo. La sua capacità di introspezione nei personaggi riesce a far emergere il volto di un diverso tipo di umanità, seppur ristretta a quel tipo di mondo, che non tutti nella nostra quotidianità riescono a vedere.

La terra di mezzo è un posto splendido dove creature appartenenti a luoghi differenti riescono a far fronte, nonostante le molte e varie diversità, a un nemico comune e questo avviene per più volte nella sua storia completa.

cartina geopolitica della Terra di Mezzo

Anche se la trasposizione nei film potrebbe essere per alcuni deludente credo che Peter Jackson abbia fatto quello che poteva fare per rappresentare un mondo abbastanza complesso senza troppi, compromessi e sicuramente la trilogia del signore degli anelli è quella che gli è riuscita meglio nonostante io apprezzi anche lo hobbit (anche se alcune cose diciamo la verità si potevano evitare).

Nel complesso tutta la storia della terra di Arda è molto intricata anche a causa dell’enorme quantità di racconti compiuti e incompiuti difficili da ricostruire totalmente. Forse non è detto che un giorno possa uscire un mega riassunto della storia della terra di Arda in un volume non dico tascabile ma che almeno spero si possa tenere in mano.

Per il resto l’universo di Tolkien sebbene complicato è forse bellissimo, concepito come un incredibile disegno che solo immergendosi nella sua realtà possiamo capire e chissà forse giorno potremmo ritrovarci nelle terre immortali quasi così simili da non riconoscerci per lo stupore di dove siamo finiti.

Essere artisti

Ontologia di un artista

Martin Heidegger filosofo esistenzialista tedesco autore del capolavoro essere e tempo

cosa significa essere artisti? perchè l’arte non tutti riescono a esprimerla? e se riusciamo a esprimerla come la esprimiamo?

L’arte di un artista è l’abilità di saper espandere ovunque, su qualsiasi superfice, ciò che vuole esprimere ovvero il proprio pensiero causato da una forte pulsione irrazionale che si può ricondurre alle pulsioni sessuali descritta da Freud: la libido

Quindi essere artisti è saper esprimere le proprie pulsioni sessuali secondo la propria natura e le proprie capacità.

La capacità di saper esprimere la propria arte risiede nella visione introspettiva dell’artista, potenzialità del tutto irrazionale e non da apprendere scolasticamente dove ovviamente la si può conoscere.

Di conseguenza l’arte la esprimono meglio persone con grande sensibilità emotiva anche se non possiedono una tecnica che da sola non può essere certamente apprezzata.

Kant ci invita all’osservazione del sublime genio artistico

L’arte la si riesce a esprimere solamente se si è in grado di estrapolarla dal proprio inconscio o meglio di farla venire a galla stimolando il proprio cervello. Partendo pertanto dal super io attraverso una vena posta tra l’inconscio e l’io oltrepassando metafisicamente il nostro cervello fino a farlo arrivare alle mani che eseguiranno ciò che scorre dentro la vena artistica ovvero l’ispirazione.

Non esiste un canone di giudizio su come esprimere un’opera d’arte, esiste un gusto a cui la si può attribuire ad una forma o ad una tecnica (astratta, impressionista, cangiante, cubista) anche se quest’ultima non risulta fondamentale per dare un taglio artistico all’opera in quanto l’arte non è ciò che mostri a te stesso ma quanto tu mostri agli altri nelle sue diverse manifestazioni chiamate Fenomenologia della Bellezza.

Spero di aver risposto bene, buona giornata #iorestoacasa

Schelling e street art

Lettori e futuri artisti di oggi e di domani parliamo della street art. Attraverso l’idealismo estetico teorizzato da uno dei più grandi filosofi del Romanticismo tedesco Friederich Schelling.

Un opera di Banksy

La Street Art è la forma più concreta e assoluta di arte contemporanea presente oggi perchè riesce a cogliere e a comunicare facilmente qualcosa di consapevole e pensato ma che nella creatività è inconsapevole che dà uno scopo,un ordine alla riqualificazione (che parole) di ambienti urbani come i quartieri popolari ,casa tua,la metro.Con riferimenti anche politici o culturali gli street artist possono essere le vittime di ripercussioni legali come finire al gabbio(il carcere) oppure come accadde nel 1973 a seguito del colpo di stato in cile da parte del generale Pinochet alcuni di loro vennero perseguiti,torturati e assassinati .Il lavoro dello street artist in termini schelliani lo scopo è trovare nello spirito (lo spray) nella natura (i muri) o di qualsasi materiale sia composta la superfice.Ovviamente il principio spirituale (immanente) è espressione del’assoluto ovvero ciò che si cerca all’interno della natura o viceversa esempio: lo spray spruzzato sul muro disegna una forma evidenziando una tecnica utilizzata che non basta a definire il risultato(l’opera d’arte).Per ottenere il risultato è dato da due variabili (inconsapevoli) l’ispirazione e la creatività che una volta manifestatesi nel proprio stile portano a creazioni anche se sconosciute sono incredibili.

Bob Dylan

La nostra società potrebbe cambiare radicalmente se si dà all’arte la possibilità di interpretare i valori della storia vedendoli raffigurati quotidinamente nella moltitudine di palazzi e di alcune strutture pubbliche come ponti,stazioni ferroviare,tombini,edifici abbandonati oltre che ai muri.L’arte diventa un fondamento fondamentale al pari della scienza e della filosofia per costruire una società in cui tutti possono apprezzarne il buongusto che come ci ricorda hayao miyazaky nel celebre film Si Alza il Vento.

Il Filosofo Contemporaneo

Il buongusto anticipa le epoche poi la tecnologia fa il resto

Conte Caproni from The Wind Risess,Si Alza il Vento 2013 Hayao Miyazaky

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